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26/03/2025 - Rivedere tempi e modi di consultazione sulle Indicazioni Nazional

Il Consiglio Nazionale dell’ANDIS esprime perplessità  sulle modalità indicate dal MIM, le quali “non garantiscono una reale e piena partecipazione delle Istituzioni scolastiche”

Il Consiglio Nazionale dell’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), riunitosi ieri a Montegrotto Terme (PD), dove fino al 27 marzo si tiene il Convegno “Scuola s-confinata. La rigenerazione urbana come opportunità educativa”, ha affrontato il tema  delle modalità, indicate dalla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, per consentire anche alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo ciclo di istruzione di partecipare alla consultazione sulle Indicazioni Nazionali per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione, riservandosi di esprimersi nel merito delle Nuove Indicazioni 2025, esprime forti perplessità sulle modalità di consultazione indicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, sostenendo che queste “non garantiscono una reale e piena partecipazione delle Istituzioni scolastiche”.

L’Andis chiede quindi al Ministero e alla Commissione Ministero di: “prorogare i tempi di compilazione del questionario al 30/06/2025, in modo da consentire ai Dirigenti Scolastici di coinvolgere i collegi dei docenti nei tempi opportuni”; “prevedere tra le risposte (che al momento risultano fortemente orientate) la voce ‘altro’ per consentire alle Istituzioni Scolastiche di esprimere ulteriori possibili considerazioni in merito ad aspetti del documento ritenuti di particolare rilevanza per la Commissione”; “aumentare a 8.000 caratteri quanto previsto alla domanda n. 23 (Suggerimenti e Osservazioni)”.

Pertanto, l’ANDIS “chiede di prevedere tempi più distesi per la lettura e la discussione collegiale delle Indicazioni Nazionali, così come una ristrutturazione del questionario in modo da consentire non solo alle scuole, ma anche alla stessa Amministrazione, una presa in carico di un documento realmente strategico per la scuola italiana”.

 

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